Un'infezione batterica sessualmente trasmessa che, se non curata, evolve per stadi e può danneggiare molti organi. Si diagnostica con un semplice esame del sangue e si cura con gli antibiotici.
La sifilide è una malattia infettiva causata dal batterio Treponema pallidum, che si trasmette soprattutto con i rapporti sessuali non protetti e, durante la gravidanza, dalla madre al feto.
Senza cure evolve in più stadi: una fase primaria con una piccola lesione indolore, una fase secondaria con manifestazioni sulla pelle e sintomi generali, una lunga fase latente senza disturbi e, dopo anni, una fase tardiva che può colpire cuore, vasi, sistema nervoso e altri organi.
Negli ultimi anni i casi sono tornati ad aumentare in Italia e in Europa. La buona notizia è che la sifilide si cura efficacemente con gli antibiotici, soprattutto se riconosciuta nelle prime fasi.
Il batterio si trasmette con il contatto diretto con le lesioni durante i rapporti sessuali vaginali, anali e orali senza preservativo.
Una donna con sifilide non curata può trasmettere l'infezione al bambino: è la sifilide congenita, prevenibile con il test in gravidanza.
Il rischio è maggiore con più partner, con partner occasionali e in presenza di altre infezioni sessualmente trasmesse, compresa l'infezione da HIV.
I sintomi cambiano nelle diverse fasi e spesso scompaiono da soli, anche se l'infezione resta: per questo è facile sottovalutarli.
Disturbi improvvisi della vista o dell'udito, forte mal di testa o confusione in una persona con sifilide richiedono una valutazione urgente.
La diagnosi si basa sulla visita e soprattutto sugli esami del sangue, che restano positivi anche quando i sintomi sono scomparsi.
Il medico esamina le lesioni della pelle e delle mucose e raccoglie informazioni sui possibili contatti a rischio.
I test sierologici treponemici e non treponemici confermano l'infezione e permettono di seguire nel tempo l'efficacia della cura.
In caso di sifilide si consigliano anche il test per l'HIV e per le altre infezioni sessualmente trasmesse.
La sifilide si cura con gli antibiotici, scelti dal medico in base allo stadio dell'infezione.
La penicillina resta il trattamento di riferimento; in caso di allergia il medico valuta alternative. Prima si inizia, più semplice è la cura.
Gli esami del sangue vengono ripetuti nei mesi successivi per verificare la guarigione. Ci si può reinfettare: la guarigione non dà immunità.
Anche i partner sessuali recenti devono essere informati, fare il test ed eventualmente curarsi, per evitare nuove infezioni.
Sì. Aver avuto la sifilide e averla curata non protegge da una nuova infezione. Per questo è importante continuare a usare il preservativo e fare test periodici.
No. La scomparsa dell'ulcera o dell'eruzione cutanea non significa guarigione: senza cure l'infezione continua in forma latente e può dare danni anche dopo molti anni.
Presso i centri per le infezioni sessualmente trasmesse delle ASL e degli ospedali, negli ambulatori di dermatologia e malattie infettive, nei consultori familiari o tramite il medico di medicina generale. In molti centri il test è gratuito e può essere anonimo. In gravidanza il test per la sifilide è compreso negli esami previsti dai LEA.
Scopri le altre infezioni che si trasmettono con i rapporti sessuali, come la gonorrea e l'infezione da HIV, oppure consulta l'elenco completo delle malattie.