Una malattia cronica del sistema nervoso centrale che colpisce soprattutto giovani adulti. Le terapie moderne hanno cambiato profondamente il suo decorso.
La sclerosi multipla è una malattia immuno-mediata in cui il sistema immunitario danneggia la mielina, la guaina che riveste le fibre nervose di cervello e midollo spinale.
Le zone danneggiate (placche) rallentano o bloccano la trasmissione dei segnali nervosi, causando sintomi diversi a seconda di dove si trovano. Si chiama "multipla" perché le lesioni sono più d'una e compaiono in momenti diversi.
Esordisce in genere tra i 20 e i 40 anni ed è circa due volte più frequente nelle donne. Nella forma più comune si alternano ricadute e periodi di recupero.
Alcune varianti genetiche aumentano la suscettibilità; avere un familiare con la malattia aumenta un po' il rischio.
L'infezione da virus di Epstein-Barr, responsabile della mononucleosi, è considerata uno dei fattori scatenanti.
Bassi livelli di vitamina D, fumo e obesità in adolescenza sono associati a un rischio maggiore.
I sintomi dipendono dalla sede delle lesioni e possono comparire nel giro di giorni, durare settimane e poi migliorare.
Debolezza improvvisa di un lato del corpo o difficoltà a parlare possono indicare un ictus: chiama subito il 112 / 118.
La diagnosi si basa su criteri internazionali che combinano sintomi, visita ed esami.
Di cervello e midollo spinale, anche con mezzo di contrasto: mostra le placche e se sono recenti o vecchie.
Con la puntura lombare si analizza il liquido cerebrospinale alla ricerca di segni di infiammazione.
Misurano la velocità di conduzione dei segnali nervosi, ad esempio lungo le vie visive.
Le terapie riducono le ricadute e rallentano la progressione: prima si inizia, migliori sono i risultati.
Farmaci orali, iniettivi o per infusione che agiscono sul sistema immunitario, prescritti dai centri sclerosi multipla.
Cicli brevi di cortisonici accelerano il recupero durante una ricaduta.
Fisioterapia, terapia occupazionale e logopedia aiutano a mantenere autonomia, equilibrio e capacità di lavoro.
No. Grazie alle terapie attuali molte persone conservano a lungo una buona autonomia e continuano a lavorare. Il decorso però è molto variabile da persona a persona.
Sì. La gravidanza non peggiora il decorso a lungo termine; va però programmata con il neurologo per gestire la terapia prima, durante e dopo.
Il medico di medicina generale prescrive visita neurologica e risonanza con impegnativa, da prenotare tramite il CUP. La sclerosi multipla dà diritto all'esenzione dal ticket per malattia cronica prevista dal DPCM sui Livelli Essenziali di Assistenza del 2017. Le terapie sono prescritte ed erogate dai centri sclerosi multipla autorizzati dalle Regioni.
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