Un'infezione virale sessualmente trasmessa che provoca piccole vescicole dolorose nelle zone genitali e tende a ripresentarsi nel tempo. Non si elimina, ma si controlla bene con le cure.
L'herpes genitale è un'infezione causata dai virus Herpes simplex di tipo 2 e di tipo 1, quest'ultimo responsabile anche dell'herpes labiale.
Dopo il primo episodio il virus non viene eliminato: resta "nascosto" nelle cellule nervose e può riattivarsi periodicamente, causando nuove manifestazioni. Con il passare del tempo le recidive diventano in genere meno frequenti e meno intense.
È un'infezione molto comune e, nella maggior parte delle persone, del tutto gestibile. Molte persone infette non hanno sintomi o li hanno così lievi da non riconoscerli, ma possono comunque trasmettere il virus.
Il virus si trasmette con i rapporti vaginali, anali e orali e con il contatto con la pelle e le mucose infette, soprattutto quando sono presenti le lesioni.
Il virus può essere trasmesso anche in assenza di vescicole visibili, nei periodi in cui si riattiva senza dare disturbi.
Stress, stanchezza, febbre, ciclo mestruale, esposizione al sole e difese immunitarie ridotte possono favorire le recidive.
Il primo episodio è di solito il più intenso. Le recidive sono in genere più lievi e spesso sono precedute da prurito o bruciore nella zona dove compariranno le lesioni.
Le lesioni genitali possono avere cause diverse, come la sifilide: è importante farle valutare e non trattarle da soli.
Spesso il medico riconosce l'herpes dall'aspetto delle lesioni, ma gli esami di laboratorio confermano la diagnosi.
Il medico osserva le lesioni e raccoglie informazioni sui sintomi e su eventuali episodi precedenti.
Un tampone dalle vescicole o dalle ulcere permette di identificare il virus e il suo tipo con test molecolari.
I farmaci antivirali non eliminano il virus, ma riducono la durata e l'intensità degli episodi e la frequenza delle recidive.
Assunti su indicazione del medico, meglio se ai primi segnali, accorciano la durata dell'episodio e alleviano i sintomi.
Nelle persone con recidive frequenti il medico può proporre una terapia continuativa, che riduce le recidive e il rischio di trasmissione.
Igiene delicata, biancheria di cotone e, se serve, analgesici aiutano ad alleviare il fastidio durante gli episodi.
Il virus resta nell'organismo per tutta la vita, ma le cure controllano molto bene gli episodi. Con il tempo le recidive diventano spesso meno frequenti e molte persone vivono senza particolari disturbi.
Sì. È importante informare il ginecologo, che seguirà la gravidanza e valuterà eventuali terapie e la modalità del parto per ridurre il rischio di trasmissione al neonato.
Puoi rivolgerti al medico di medicina generale, ai consultori familiari o ai centri per le infezioni sessualmente trasmesse (IST) delle ASL e degli ospedali, dove molti test sono gratuiti e possono essere eseguiti in forma anonima.
Scopri le altre infezioni che si trasmettono con i rapporti sessuali, come prevenirle e dove fare i test, oppure consulta l'elenco completo delle malattie.