Una malattia cronica in cui lo zucchero nel sangue resta troppo alto. È molto diffusa e, se ben controllata, permette di vivere a lungo e bene, prevenendo le complicanze.
Il diabete mellito è una malattia cronica caratterizzata da livelli elevati di glucosio nel sangue (iperglicemia), dovuti a una mancanza di insulina o a una sua ridotta efficacia.
Il diabete di tipo 1 è una malattia autoimmune che distrugge le cellule del pancreas che producono insulina: compare di solito in giovane età e richiede sempre la terapia insulinica. Il diabete di tipo 2, molto più frequente, è legato soprattutto a sovrappeso, sedentarietà e familiarità e compare in genere nell'età adulta. Esiste anche il diabete gestazionale, che si manifesta in gravidanza.
Nel tempo la glicemia alta può danneggiare cuore, vasi, reni, occhi e nervi: per questo il buon controllo della malattia è fondamentale.
Il sistema immunitario attacca le cellule del pancreas che producono insulina. Non si conosce un modo per prevenirlo.
Sovrappeso, soprattutto addominale, sedentarietà e alimentazione ricca di zuccheri e grassi rendono l'insulina meno efficace.
Il rischio di diabete di tipo 2 aumenta con l'età, con la familiarità e nelle donne che hanno avuto il diabete in gravidanza.
Il diabete di tipo 1 compare spesso in modo rapido; il tipo 2 può restare a lungo senza sintomi e scoprirsi con un esame del sangue.
Confusione, sudorazione e tremori in chi è in terapia (possibile ipoglicemia) o respiro affannoso, vomito e sonnolenza (possibile chetoacidosi) richiedono di chiamare subito il 112 / 118.
La diagnosi si basa su semplici esami del sangue, che il medico interpreta secondo criteri precisi.
Misura il glucosio nel sangue dopo almeno otto ore di digiuno. Valori elevati in due occasioni indicano diabete.
Riflette la media della glicemia negli ultimi due-tre mesi ed è usata sia per la diagnosi sia per controllare l'andamento della malattia.
Il test da carico orale di glucosio misura la glicemia dopo aver bevuto una soluzione zuccherina; si usa anche in gravidanza.
L'obiettivo è mantenere la glicemia il più vicino possibile ai valori indicati dal medico, evitando sia l'iperglicemia sia l'ipoglicemia.
Dieta equilibrata, controllo del peso e attività fisica regolare sono la base della cura, soprattutto nel diabete di tipo 2.
Nel tipo 2 si usano diversi farmaci, alcuni con benefici anche su cuore e reni; quando serve si aggiunge l'insulina, sempre necessaria nel tipo 1.
Glucometri, sensori per il monitoraggio continuo e microinfusori aiutano a gestire la terapia, in particolare nel diabete di tipo 1.
In alcune persone, soprattutto all'inizio della malattia, un importante calo di peso e un cambiamento dello stile di vita possono riportare la glicemia a valori normali. Il controllo medico deve comunque proseguire nel tempo.
Non necessariamente: conta l'equilibrio complessivo dell'alimentazione. Il diabetologo o il dietista indicano come distribuire i carboidrati nella giornata in base alla terapia.
Il diabete dà diritto all'esenzione dal ticket per le prestazioni correlate, secondo i Livelli Essenziali di Assistenza (DPCM 2017). La persona è seguita dal medico di medicina generale e dai centri diabetologici, e l'ASL fornisce i presidi per l'autocontrollo secondo le regole regionali. Visite ed esami si prenotano con impegnativa tramite il CUP.
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